Salviamo le piante (anche quelle carnivore,io le adoro)

Salviamo le piante (anche quelle carnivore,io le adoro)
Le piante sono esseri speciali,ci dannno tanto.Legna da ardere,ossigeno,cibo e in cambio non vogliono nulla.Dobbiamo cercare di coabitare pacificamente facendo il possibile per aiutare questi preziosi alleati,ricicliamo la carta,non bruciamo la legna,piantiamo nuovi alberi per un domani migliore,io l'ho fatto ora tocca te,ci conto!
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# Posté le jeudi 09 octobre 2008 16:30

Anche pulirsi le orecchie può uccidere la Terra

Anche pulirsi le orecchie può uccidere la Terra
Sono centinaia i piccoli gesti quotidiani che sembrano privi di rilevanza ambientale e che, invece, possono contribuire ad alterare gli equilibri già compromessi del nostro fragile ecosistema. Il paradosso è che la gran parte delle nostre abitudini può essere sostituita con comportamenti ugualmente efficaci ma rispettosi dell'ambiente. Il problema è che tanti lo ignorano: quanti sanno che friggere è dannoso per l'ambiente o che nettarsi le orecchie incide negativamente sulla salute dei mari?
Non esiste al mondo un oggetto più invasivo e diffuso dei bastoncini pulisci orecchie: tutte le spiagge della terra sono insozzate da piccoli segmenti blu che attraversano i mari del pianeta.
Non gettiamoli nel water e acquistiamo quelli biodegradabili.

Cosa ce ne facciamo dell'olio di frittura una volta che ha assolto alla sua funzione con il pesce di paranza o i calamari? Lo gettiamo direttamente nello scarico e poi tiriamo lo sciacquone: niente di più sbagliato. Va consegnato a un consorzio, come si fa con i lubrificanti per motori: sarà recuperato e riutilizzato.
Quante volte poi ci interroghiamo se gettare via una buccia di pesca o un nocciolo d'albicocca e risolviamo convincendoci che «è biodegradabile» e dunque si può buttare? Certo che è biodegradabile, ma quanto tempo ci mette a decomporsi? Più di tre mesi in mare e il doppio a terra, non male per qualcosa che nelle nostre intenzioni avrebbe dovuto scomparire in un batter d'occhio. Per non parlare di un foglio di giornale o uno stuzzicadenti (tre mesi), un filtro di sigaretta (12-24 mesi, se non brucia una foresta prima), una gomma da masticare (5 anni), tutti «oggetti» che sembrano innocui ma in realtà insozzano.
Siamo al parco con il pupo e subito gli regaliamo un bel palloncino gonfiabile? Rischiamo di uccidere qualche animale: una volta caduto in acqua potrebbe soffocare una tartaruga (che lo scambia per una medusa, come fa con le buste di plastica).

A tavola
Estate, tempo di barbecue all'aperto: ma se potete evitate di metterci sopra una bistecca o un branzino. Se lo fate, siate consapevoli dello spreco in acqua, energia, cibo e territorio che ciò comporta. Siccome per ottenere 1 kg di carne bovina ci vogliono quasi 5 kg di mangimi a base di cereali, e siccome per produrre quei 5 kg occorrono 13.000 kcal, quando addentate una bistecca (che vi dà poco più di 2000 kcal) state buttando 11.000 kcal che potevano essere meglio destinate. Per tacere, infine, del combustibile e dell'acqua che ci sono voluti: per portare a «maturazione» un manzo ci vuole tanta acqua quanto quella per far galleggiare un cacciatorpediniere. Una dieta vegetariana consuma meno di cento litri di acqua al giorno, una carnivora più di mille. Coraggio, meglio una bella grigliata di verdure.

Elettrodomestici
Stiamo per fare la lavatrice, e siccome siamo cittadini consapevoli e informati abbiamo scelto una classe A++, che consuma molto meno di una tradizionale. Poi usiamo poco detersivo, programmi brevi e ecologici, evitiamo l'inutile prelavaggio (meglio l'antimacchia direttamente sul capo) e la facciamo solo a pieno carico. Tutto a posto, quindi? No, perché neppure sospettiamo di incorrere in un errore di fondo, quello di riscaldare l'acqua attraverso la serpentina elettrica interna. Eppure esistono in commercio lavatrici a doppia presa d'acqua, in modo che il liquido possa entrare in circolo già riscaldato, magari da un pannello solare. Peccato che, pure se prodotte in Italia, le lavatrici a doppia presa da noi siano praticamente sconosciute.
Ci è sembrata una liberazione l'abbandono dello strofinaccio che non pende più appeso alle mattonelle? Meglio recuperarlo, invece, insieme al tovagliolo di stoffa, che possiamo usare più di una volta, magari distinguendolo con un anello di legno colorato per i diversi componenti della famiglia come si faceva un tempo. Risparmieremo così la carta per i tovaglioli e gli immancabili rotoloni.
Preferiamo lavare i piatti a mano per risparmiare energia e acqua? Errore: meglio le lavastoviglie, che consumano circa 15 litri (tre volte di meno che a mano). Rimuoviamo i residui di cibo non passando i piatti sotto il rubinetto, ma con un fazzoletto di carta, magari già usato per un altro scopo. Allo stesso modo, consideriamo che con il forno a microonde, che non è nocivo, si risparmia energia rispetto a quello elettrico.

Abitudini
Tutti sanno (o dovrebbero sapere) che un uso indiscriminato dei climatizzatori non solo ci rende schiavi del clima artificiale, ma peggiora addirittura la situazione, riscaldando ulteriormente le nostre città, inquinando e consumando energia. Così come tutti ormai dovrebbero sapere che carta, metalli, vetro, legno e plastica non si devono gettare indiscriminatamente, ma recuperare in maniera differenziata. O che è bene non far scorrere l'acqua quando ci si lava i denti o ci si rade. O che acquistare avorio significa uccidere elefanti.
E chi lava l'autovettura a una fontanella o riversa la sciacquatura dei piatti o dei pavimenti direttamente dentro i tombini, si rende conto che quel sapone ricco di tensioattivi, spesso non biodegradabile finisce direttamente nei fiumi ?
Infine, ricordate che in Italia il giardino all'inglese non dovrebbe avere diritto di cittadinanza, visto il clima. L'erba non dovrebbe mai scendere sotto i 10 cm: proteggerà il prato dalla siccità, consumerà meno e sarà più protetta dalle specie infestanti.
Già che siamo in tema, sembriamo molto à la page quando entriamo in un ristorante giapponese e chiediamo sushi o sashimi. Ma lo faremmo ancora se sapessimo che il tonno rosso, ingrediente base di quella cucina, è sull'orlo dell'estinzione ? Il tonno rosso è un animale magnifico, praticamente a sangue caldo, intelligente, velocissimo e predatore che ha incontrato sulla sua strada un super predatore, l'uomo. Quest'anno la UE è stata costretta a chiudere in anticipo la pesca al tonno rosso, pena la fine dei pesci. E del sushi.

Viaggi e mobilità
Abbiamo scelto l'aereo per andare in vacanza? Scelta sbagliata, perché un viaggio andata e ritorno per la Florida comporta l'emissione di tre tonnellate di anidride carbonica, cioè quasi la metà di quanto un cittadino italiano emette, in media, in un anno. Ed è peggio se con l'aereo decidiamo di andare da Torino a Roma, perché la massima emissione inquinante si ha durante il decollo, che sui voli a corto raggio incide di più. Alternativa possibile la teleconferenza.

Al supermercato
Come è comoda quella confezione di pomodorini di pachino già bella imballata nella sua plastica, ma non è un bene acquistarla: meglio comperare sempre frutta e verdura a peso, perché il film di plastica è impossibile da riciclare e il vassoietto di polistirolo andrebbe prima pulito.
Stiamo poi scegliendo il nostro detersivo preferito e ci attraggono etichette e colori. Lasciamo perdere quello scomparto e dirigiamoci con decisione verso il bancone dove si vendono aceto, bicarbonato, pietra pomice e alcol, tutti prodotti naturali che funzionano a meraviglia e non inquinano. La cucina si pulisce con due cucchiai di bicarbonato in acqua tiepida, il calcare va via con l'aceto e la pietra pomice. Tenete in ogni caso sempre a portata una bottiglia di acqua gassata: l'anidride carbonica leva molte macchie dai tessuti. Per non parlare del catrame, che si dissolve con il burro, senza bisogno di benzine o trieline.
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# Posté le jeudi 09 octobre 2008 16:27

Consigli per non farsi fregare dal green marketing

Consigli per non farsi fregare dal green marketing
Tutto oramai è ecofriendly (amico della natura) anche l'alimentari sotto casa, che risparmia sulla busta della spesa da dare a noi clienti dicendoci che “fa bene all'ambiente” o peggio ancora ci fa pagare 5 centesimi per lo shopper perchè solo pronunciare busta di plastica si inquina già. In pratica le aziende e le catene di distribuzione si tingono di verde, mentre in realtà siamo noi consumatori a subire gli attacchi del “green marketing”.
Su un articolo molto interessante sul green marketing quanto breve su B2b, la sezione dedicata alle imprese del Sole24ore c'è il vero trucco del marketing: l'esperto consiglia all'imprenditore di inculcare nella coscienza del cliente il concetto che “la sua impresa rispetta la natura”. Ovvio come no, rispetta la natura e ci fotte tranquillamente. Brevemente segue un piccolo elenco di consigli per evitare di farsi raggirare dal “green marketing”.

Partiamo dal principio: Cos'è il green marketing? Definiamolo:

E' un concetto di marketing nato sul finire degli anni novanta in America, quando le aziende si sono accorte che comunicare il rispetto dell'ambiente, poteva migliorare profitti ed immagine. Il Green Marketing è applicabile a qualsiasi bene o servizio di largo consumo. Il suo obiettivo è quello di modificare i prodotti, i processi produttivi, il packaging coniugando obiettivi di profitto alla tutela ambientale.

Gli imprenditori, poveretti, in qualche modo devono pur fare: certo perchè poi noi clienti col vizietto dell'informarzione siamo problematici e addirittura pericolosi. Abbiamo la brutta abitudine di informare gli altri divulgando. Non ci facciamo fregare da quel negoziante che afferma “rispetta la natura” o magari mette in bella mostra il cestino della differenziata. Quindi:

1. Cerchiamo di indagare: di andare oltre la vetrina e chiedere come vengono realizzati i prodotti, chi sono i fornitori, come vengono trattati i componenti,

2. Constatiamo con mano quanto packaging (termine inglese per intendere tutti i sistemi per impacchettare, imbustare dall'inizio fino alla consegna al cliente) e quanti passaggi fa la merce prima di arrivare a noi: più impacchettamento, più rifiuti, più roba da smaltire, più costi (per noi e per la natura), più prezzo (quello cade solo su di noi).

3. Evitiamo le Offerte speciali di prodotti non stoccabili (carta igienica et similia) e quant'altro ci possa attrarre all'ultimo minuto. Anche risparmiare denaro è un modo per rispettare la natura.

4. Ricordate che il marketing non vuole venderci qualcosa, vuole studiarci per offrire il miglior servizio possibile: ergo, più ci studiano, più conoscono i nostri bisogni. Ogni tanto quindi, vale la pena di cambiare in modo casuale, un fornitore, giusto per “provare” il resto del mercato.

5. Se l'azienda si fregia del titolo di ecosostenibile non vi fate bidonare ed evitate di pagare il 5% in più i prodotti: siete il cliente, fate la vostra scelta oculata senza pensare al “ma loro lo fanno per la natura, quindi..” nooo! L'ambiente ed il rispetto annesso NON devono ricaricare il prezzo (con le dovute piccole, evitabili e misurabili eccezioni, ovviamente).

6. Fate attenzione al colore verde: molti lo mettono nel logo, nel cartellone pubblicitario perchè ci attira più di altri. Non per la cromaticità, ma per il significato di ambientale, ecologico, sostenibile e via dicendo. Molti prodotti/servizi ci puntano. Il blog sulle Pmi insegna.

7. Verdi, ecologici, puliti e trasparenti. Per la serie che il prodotto è carino, coccolato e potete conoscerne tutti i più reconditi segreti. In pratica loro non sono venditori, ma partner (amici, direbbe qualcuno). Un consiglio di mio padre è “diffida quando estranei mettono in mezzo la patria, la famiglia e gli amici”. La trasparenza sia vera: chiedete e domandate sempre e comunque di ogni cosa.
É vostro diritto di consumatore rompere i coglioni, ricordatevelo!

8. Attenzione quando vedete un vip che sponsorizza , una celebrità (soprattutto quelle decadute che non si vedono più in tv) che vi offre un prodotto. Nove volte su dieci, se hanno avuto i soldi per pagare lui per convincere noi vuol dire che: o il prezzo del prodotto è troppo alto oppure non è poi così ecologico. Rifletteteci!

Ultimo suggerimento: fate attenzione a

- omissione di informazioni rilevanti
- affermazioni vaghe o non dimostrabili
- esagerazione sulle caratteristiche dei prodotti o dei servizi forniti dalla compagnia
- inganno attraverso le parole, le immagini o i grafici

Avete altri consigli?
Ed ora, tutti a fare spese!

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# Posté le jeudi 09 octobre 2008 16:23

La raccolta dei tappi di plastica ci educa

La raccolta dei tappi di plastica ci educa
Raccogliere i tappi di plastica a parte non serve a finanziare l'acquisto di una carrozzella per l'handicappato, piuttosto serve per farci toccare con mano quanto siamo produttori di spazzatura di plastica più che consumatori d'acqua minerale. Ho fatto una prova: prima di gettare le bottiglie di plastica alla differenziata, ho (fatto la fatica di) togliere il tappo e conservarlo a parte. I risultati?21 tappi di bottiglia in una sola settimana per una famiglia media di 4 persone in cui un componente lavora tutto il giorno e considerando che ogni 6 bottiglie ci vogliono circa 2,5 euro (+ o - 40 centesimi a bottiglia). Andiamo con ordine...

L'acqua del rubinetto costa circa 30 volte di meno (circa 1 centesimo a bottiglia). Quindi risparmio circa 39 centesimi x 20 bottiglie (giusto per farmi venire comodo il calcolo del risparmio) x 55 settimane, fa esattante 429 euro annue per famiglia risparmiate!. Ma viva l'acqua di rubinetto!!

C'è poi da considerare il lato ambientale della cosa, visto che una brocca di vetro dura all'infinito mentre la plastica si e no 2 giorni, visto che poi dobbiamo eliminare la bottiglia. Contenuti chimici e fisici dell'acqua sono garantiti dalle aziende che ce la fornisco. A Napoli nonostante tutto è stracolma di calcio, ma ad ogni modo è diluito in quantità non dannose per l'uso continuativo.

Ergo... TUTTI A BERE DAL RUBINETTO!!!



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# Posté le jeudi 09 octobre 2008 16:21

Come salvare l'ambiente ballando in discoteca

Come salvare l'ambiente ballando in discoteca
Londra. L'Associazione per il ballo eco-sostenibile "Club4climate" si pone questa domanda: E' possibile salvare l'ambiente semplicemente ballando in discoteca il sabato sera? La risposta piu' ovvia sarebbe "no" e fino ad oggi non posso che darvi ragione, ma qualcosa potrebbe cambiare.

Dalla fervida immaginazione di sir Andrew Charalambous detto Dr. Earth (Dottor Terra), un milionario cipriota e controfigura in peggio del Dottor Male in Austin Powers (è uguale! E' uguale!), nasce un ambizioso progetto che si propone di trasformare le rumorose e sprecone discoteche in qualcosa di piu' ecologico.

Charalambous finanziatore del progetto nonché leader dell'Associazione eco-danzereccia presenterà nel dettaglio al Bar Surya, il prossimo 10 luglio la sua idea: in pratica voi danzate, e la pista da ballo trasforma l'energia cinetica che producete in energia elettrica pulita...

CONTINUA...

Nel dettaglio, si capisce che "il trucco" sta nella pista da ballo: essa infatti è sostenuta da una serie di molle che oscillando azionano dei generatori a cristalli capaci di produrre una piccola quantità di energia elettrica. Questa viene immagazzinata da una serie di batterie ricaricabili e da qua viene distribuita in tutto il locale, garantendo, secondo Charalambous, il 60% del fabbisogno di una normale serata.

Viene sfruttata la piezoelettricità, lo stesso principio degli accendigas da cucina: premiamo il cristallo e si crea una differenza di potenziale, causata dalla deformazione meccanica, che fa scoccare la scintilla, senza bisogno di altre fonti di energia elettrica.


Il progetto della pista ecologica è stato sviluppato da due aziende olandesi che lo testarono con successo a Rotterdam nel 2006 e che a Londra sperano nella consacrazione che gli permetterebbe di esportare questa novità anche in altre città. La particolarità ecologica di questo progetto non si ferma alla bolletta della corrente, ma prosegue oltre:
a detta del “Myke Myers denoattri” tutte le bevande e i cibi saranno serviti in recipienti biodegradabili, i gabinetti useranno l'acqua riciclata (non si sa bene da dove) per lo scarico, e l'ingresso al locale sarà gratuito a tutti coloro che dimostreranno di essere arrivati a piedi, con mezzi pubblici o con mezzi ecologici come la bicicletta. Per tutti gli altri inquinatori il prezzo sarà di 10 sterline (13 euro circa).
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# Posté le jeudi 09 octobre 2008 16:16