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L'impegno di ciascuno di noi può salvare l'ambiente

L'impegno di ciascuno di noi può salvare l'ambiente
Ognuno di noi può dunque fare la differenza, e come diceva W. Goethe, l´audacia ha genialità, potere e magia. Comincia subito. Ma cominciare da dove?


Siamo arrivati al primo compleanno di Tra Terra e Cielo cercando di ridurre gli imballaggi, di promuovere carburante alternativo per le nostre autovetture o ancora imparando che la nostra casa può diventare, con minimi accorgimenti, una casa ecologica abitata da inquilini responsabili e consapevoli. Ognuno di noi può dunque fare la differenza, e come diceva W. Goethe, l´audacia ha genialità, potere e magia. Comincia subito. Ma cominciare da dove?

Per esempio, cominciamo dagli alberi. Esiste un albero minacciato che ha bisogno del nostro aiuto? Un nostro intervento può trasformarci in un portavoce in grado di sensibilizzare un pubblico molto vasto sulle proprie responsabilità, sulle menzogne dei media, sul rispetto della natura.
Julia Butterfly Hill nell´autunno del 1997 non ha esitato ad arrampicarsi su Luna, una sequoia alta 60 metri, per opporsi all´abbattimento di un´intera foresta. Ed è bastato questo gesto per fare di una giovane donna il simbolo della difesa dell´ambiente.
Ma facciamo un passo indietro.

Julia Butterfly Hill, 23 anni, visita le foreste pluviali Olympic di Washington, dove si trovano le maestose e antichissime sequoie, minacciate dal disboscamento della Pacific Lumber, un´impresa di legname. Al mondo è stato lasciato meno del 3% di queste meraviglie, il resto è diventato legname per le case o mobili da giardino. Julia segue la chiamata, abbandona definitivamente la sua casa in Arkansas per unirsi agli attivisti per la difesa delle foreste. E per ben due anni vive sulla piattaforma allestita sulla sequoia da salvare, ad una quota pari a quella di un palazzo di venti piani, minacciata dalle motoseghe dei taglialegna, e disturbata dal volo basso ed assordante degli elicotteri.

In Italia abbiamo incontrato la Butterlfy durante la presentazione della campagna "Aderisci tu per me", una battaglia in difesa di tutti quegli alberi che vengono abbattuti per far posto al cemento. Sorridente, entusiasta della prova e pronta a ripeterla, si racconta:

"L´occupazione di un albero è l´ultima spiaggia - commenta. Quando vedi qualcuno su un albero per cercare di proteggerlo, capisci che la società ha fallito ad ogni livello. I consumatori hanno fallito, le imprese hanno fallito. Sin dall´inizio, occupare Luna mi diede l´idea di avere uno scopo nella vita. Ecco qualcosa che faceva la differenza! Naturalmente non immaginavo che questo avrebbe significato abbandonare per due anni il suolo."

Troppo spesso le idee senza il supporto di un´efficace comunicazione sembrano non esistere. E infatti se Julia Butterfly Hill non fosse salita su quell´albero, la gente non sarebbe stata alfabetizzata sul problema. E´ quello che accade quotidianamente, veniamo trainati fuori da quello che sta accadendo, siamo manipolati e il solo strumento che abbiamo per difenderci e per difendere la natura è quello dell´informazione, sapere cosa sta accadendo.

"Seguire l´istinto, il cuore non basta. Chiunque di voi voglia fare la differenza deve anche informarsi, documentarsi cercare consensi. Vivere 738 giorni su una sequoia è stato un gesto estremo, ma necessario. Quando il Dipartimento per la forestazione di un Paese - che io chiamo deforestazione - fa molto di più per l´industria del legname che per le foreste, significa che qualcosa si è inceppato, e tutti dovremmo preoccuparcene e passare all´azione. In questo modo si va oltre al risultato immediato: si salva un albero, certo. Ma forse la cosa ancora più importante è avere sensibilizzato molta gente sull´importanza di farlo, e sulla possibilità di farlo".

E come si può cominciare ad agire? Come si fa la differenza? Julia Butterfly invita tutti a fare riferimento alla Carta dei consumi e stili di vita proposta al forum delle Ong nel 1992, che propone la regola delle 6 R: rivalutare, ricostruire, ridistribuire, ridurre, riutilizzare e riciclare. A spiegare le 6 R è Serge Latouche, ambientalista e docente di scienze sociali all´Università di Parigi: "Sono sei obiettivi interdipendenti che insieme possono innescare il circuito della decrescita sostenibile". Pare infatti che il segreto stia proprio lì, nel miglioramento della qualità della vita, e non nella crescita illimitata del Pil. Latouche parla di dopo-sviluppo, "che non significa pensare all´implosione del pianeta, ma al benessere e al miglioramento delle condizioni sociali di tutti".
Rivalutare ad esempio vuol dire rivedere i valori nei quali crediamo e sui quali organizziamo la nostra vita. Ristrutturare significa adattare l´apparato produttivo al cambiamento di valori. Redistribuire è, per Latouche, la redistribuzione delle ricchezze, e dell´accesso alle risorse. Ridurre vuol dire ridurre l´impatto sulla biosfera dei modi di produrre e consumare. "Pensate - racconta divertita Julia Butterfly Hill - che indirettamente o direttamente ogni cittadino americano consuma ogni giorno risorse naturali equivalenti al proprio peso corporeo". Consumare meno, quindi, non solo si può: si deve. Julia e i suoi compagni reclamano il progresso della bellezza, delle città e dei paesaggi, la purezza delle falde freatiche, la trasparenza dei corsi d´acqua. E ricordano come la natura sia capace di doni insospettati: nelle città che hanno piantato alberi al posto del cemento, si assiste ad un sensibile calo della criminalità. Il beneficio si ripercuote addirittura sulla massa scolastica: migliorano i rendimenti e calano gli abbandoni scolastici.

Anche a Serge Latouche abbiamo chiesto cosa significa fare la differenza. "Significa rafforzare la costruzione degli altri mondi possibili e prendere coscienza del significato di nuove iniziative, ad esempio come quella della Butterlfy Hill. Le forze sprigionate da queste azioni hanno già riconquistato molte risorse, ed è pertanto pericoloso sottostimare la capacità di recupero da parte del sistema. Per contrastare la manipolazione e il lavaggio dei cervelli a cui siamo sottoposti - conclude Latouche - è fondamentale costituire una rete capace di condurre una campagna e una battaglia di buon senso."



ALCUNI ESEMPI DI CHI HA FATTO LA DIFFERENZA
Erin Brockovich ha fatto la differenza anche sul grande schermo
Erin Brockovich, tacchi a spillo e maglie scollate, è l´esempio di come non si possano identificare gli ambientalisti con le Birkenstock e le magliette stinte.

Assistente legale di un piccolo studio, la Brockovich, è riuscita ad ottenere un incredibile risarcimento in una causa civile, perch?on intraprendenza e caparbia è riuscita a dimostrare che un´azienda distributrice di gas e elettricità utilizzava da più di trent´anni un prodotto chimico (cromo-6) per evitare che i tubi si arrugginissero. Tale prodotto, filtrato nel terreno, ha inquinato la falda acquifera di una vasta zona abitata.
I giudici e gli arbitri hanno deciso a favore di tutti i cittadini che hanno fatto ricorso, ma si è trattato tuttavia di una vittoria parziale: la cittadinanza ha ottenuto un risarcimento economico, l´azienda incriminata ha dovuto bonificare la zona ma non ha mai ammesso alcuna colpa, né l´opinione pubblica è stata adeguatamente informata sugli effetti a lungo termine del cromo-6.
A questo però ha pensato il cinema, con l´Oscar assegnato a Julia Roberts nel 2001 come migliore attrice protagonista per il film Erin Brockovich, che ha contribuito significativamente ad aumentare la consapevolezza dei problemi legati all´inquinamento dell´acqua.


La migliore città del mondo
Un giovane architetto, Jaime Lerner, ha inseguito il sogno di una comunità dedicata ai bisogni dei cittadini, alla realizzazione di un eco-orologio per indicare la proporzione tra il risparmio e lo spreco. "In ogni città noi conosciamo l´ora, la temperatura, ma non abbiamo una misura dell´impegno di quella città verso l´ambiente". La città a cui si riferisce Lerner è Curitiba, in Brasile, una cittadina povera e piena di spazzatura trasformata in poco più di un decennio in una città modello. Il segreto è stato proprio affidare il cambiamento alla colletività, creando un programma di riciclaggio a vantaggio dell´ambiente e della popolazione. I cittadini sono stati incoraggiati a separare i rifiuti inorganici da quelli organici, destinati poi all´agricoltura. La spazzatura, preziosa merce di scambio, viene barattata con i prodotti delle fattorie agricole o semplicemente per acquistare biglietti degli autobus. O ancora i prodotti a base di polistirolo vengono sminuzzati e usati come imbottiture per le coperte. Con l´impegno di Jaime Lerner, Curitiba ricila 2/3 della propria spazzatura, la maggior parte della quale in una fabbrica costruita con materiali riciclati. "Non esiste sforzo più nobile del tentativo di realizzare un sogno collettivo.
Quando una città accetta come impegno la sua qualità della vita, quando rispetta la gente che ci abita, quando rispetta l´ambiente, quando si prepara per le generazioni future, le persone condividono la responsabilità di quell´impegno e del loro ambiente", ha commentato entusiasta Jaime Cernere, per tre mandati sindaco di Curitiba e ora governatore dello stato di Paranà.

Joshua Tickell e il Veggie Van
Si chiama Veggie Van perché egrave; un furgoncino alimentato a olio vegetale riciclato proveniente dai fast food. Nel 1997, anno dell´invenzione, Veggie Van e il suo creatore hanno percorso più di 40.000 km con carburante bio-diesel. Il Veglie Van è nato dai rottami di un piccolo caravan del 1986, una vera spugna di diesel (10 km con un litro!), e in poco tempo è diventato una mostra itinerante sul riciclaggio: c´è chi lo ha ridipinto raffigurando un campo di girasoli nello stile Van Gogh, chi ha installato un sistema ad energia solare e chi ancora ha costruito la macchina a grasso vegetale.
"Percorrere le high way americane è stato davvero divertente" racconta J. Tickell. Ma funziona davvero a olio vegetale? Ci chiedeva la gente. Certo! bastava uno sbuffo dello scarico, aria limpida e odore intenso di patatine fritte, per convincere anche i più scettici".
L´avventura per Tickell è appena cominciata: ha scritto un libro sul biodiesel, ha ricevuto consensi e sostegno in tutto il Paese e, sembra incredibile, sta realizzando il sogno perché proprio adesso che scarseggiano le riserve petrolifere mondiali si dovrà pensare di vivere in una casa che utilizza energia rinnovabile e guidare automobili con carburante rinnovabile.

Un venditore d´auto può fare la differenza?
Un venditore d´auto può fare la differenza? Sì, se il venditore è James Botsacos. Si spazza via l´idea del fare di tutto pur di piazzare un´auto sul mercato e si abbraccia quella di gestire una concessionaria di auto ecologiche. Nel negozio di Botsacos si vendono auto ibride, bi-power, che funzionano sia a elettricità che a benzina. Fin qui nulla di strano, ma l´insolito commerciante ha anche progettato e realizzato l´edificio in cui lavora secondo le più moderne regole dell´edilizia ecologica: durante la costruzione il terreno è stato manipolato il meno possibile e la struttura è stata ideata in modo da ridurre al minimo l´inquinamento. Tra le fantastiche caratteristiche c´è un sistema di smaltimento acque che ne consente il riciclo, e un´architettura in vetro che fa il massimo uso della luce naturale, per cui sono necessari meno illuminazione e meno riscaldamento. Gesti semplici che fanno la differenza nelle decisioni consapevoli e rispettose della salute del pianeta.

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# Posté le jeudi 09 octobre 2008 16:44

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